venerdì 11 settembre 2015

 
 
Prima di iniziare il decimo anno del mio  "Laboratorio di scrittura" ho voluto riunire i miei consigli di scrittura in questi 10 anni  di UNITRE  a Rivoli:


LABORATORIO DI SCRITTURA

 

“  Le parole vagano libere, senza padrone e chiunque con un pò di abilità può impadronirsene.....”

                                                     Isabelle Allende in” Eva luna

         Questo corso ha come intento quello di favorire un momento di incontro tra persone che amano leggere e scrivere.

         Scritti gelosamente custoditi in un cassetto e mai fatti leggere ad altri.  Leggeremo insieme i nostri lavori, quelli già scritti e quelli che scriveremo, dettatoci dal quotidiano osservare vivendo insieme questo modo di comunicare.

         Per diversi motivi, ogni cuore ha dei piccoli o grandi vuoti e siamo fortunati se possiamo, ogni tanto, colmarne qualcuno interessandoci a qualcosa che ci procura piacere.

         La cosa importante di quanto andremo a fare, sta nella possibilità che pur all'interno di una stanza, potremo spaziare lontano lasciandoci coinvolgere da racconti e versi che esprimono, con semplicità, ogni sentimento umano.

         Ci sarà spazio per tutti di presentare un nostro lavoro e se capiterà di non riuscire a trasmettere chiaramente quel pensiero che era nel nostro intendere, ha poca importanza, ci riusciremo meglio la prossima volta.

         Cercheremo di tenere vivo il desiderio di apprezzare le cose belle, non ultime le parole che composte in maniera armoniosa, ci procurano il piacere di constatare quanto esse possano risultare diverse quando vengono impiegate in maniera intelligente e creativa.

         Una raccolta di pensieri , a fine anno, come ricordo del tempo passato insieme

                                               Maria  Mastrocola  Dulbecco

        

Scrivere è liberare i nostri pensieri.

Trasmetterli su un foglio bianco pronto ad accoglierli e gratificarci di vederli stampati per poterli ricordare quando lo desideriamo.

E’ vivere sulla carta la vita che avremmo voluto e non abbiamo avuto la possibilità di poterla vivere.

La vita non ci dà una prova d’appello e così la nostra fantasia può spaziare ed immaginare le situazioni più incredibili……sognare come ci capitava da ragazzine quando pensavamo al nostro futuro.

Quando la fantasia ci trasformava in principi e principesse e le emozioni ci assalivano diventando padroni del nostro cuore.

Coraggio, liberate la vostra fantasia e scrivete tutto ciò che vi ispira senza pensare di essere giudicati perché non è lo scopo del corso.

                                           Maria Mastrocola Dulbecco                

 

 

 

 

APPUNTI  SULLO   SCRIVERE

E’ facile per chi scrive, riscrivere il già detto, inevitabile.

         E’ il modo in cui si porge quello che si vuole dire che ogni volta è diverso, perché diverso è il pensiero di ogni persona.

          Diverso è lo stato di essere di ogni individuo, diverso è il percorso della vita.

          Le vicissitudini plasmano i caratteri e diversificano le situazioni.

           Persino un panorama mozzafiato

può infondere emozioni diverse o non suscitarne affatto.

           Un’opera d’arte anelata per tutta la vita, può lasciarci indifferenti se la vediamo in un momento difficile della nostra vita, in un momento in cui in noi albergano dispiaceri e delusioni.

                      Maria Dulbecco

 

 

APPUNTI  SULLO   SCRIVERE     

Quando si scrive devi dire senza dire, far capire tra le righe: i luoghi, le situazioni, le professioni, i sentimenti, i legami –

Quando scrivi una storia la stai raccontando a te stessa-

Quando la riscrivi, il tuo compito principale è togliere tutto quello che non è la storia.

        “Scrivi con la porta chiusa”

        “Riscrivi con la porta aperta”

Come dire: quando cominci una storia è tutta tua (porta chiusa)

Poi deve uscire e bisogna pensare a chi legge (porta aperta)    

  Appunti per il “Laboratorio dim scrittura”  Unitre di Rivoli

     Maria Mastrocolan Dulbecco                                       

          PER  SCRIVERE

Bisogna anche saper elaborare abilmente le vicende che l’ispirazione porta ad inventare, per suscitare e avvincere l’attenzione del lettore.
Per scrivere, prima di tutto bisogna saper leggere.
Poi, imporsi di scrivere ogni giorno qualcosa, anche solo dieci minuti ma farlo sempre, anche se quello che scriviamo, dopo una attenta lettura, finisce nel cestino.

                                    Maria Dulbecco

 
APPUNTI  SULLO  SCRIVERE

Per creare un testo l’autore impiega le parole, così come un sarto usa il tessuto  per confezionare un abito.

 l’originalità  della scrittura è data da un “taglio” personale che la caratterizza, e che è lo “stile”.

Lo stile è la capacità  di scegliere le parole e le espressioni  atte  ad esprimere in una certa forma un certo contenuto.

Forma  e contenuto  sono inseparabili.

Alle cinque domande da porsi (chi, cosa, dove, quando, perché) bisogna aggiungerne  una sesta: “come” :

Come presentare il contenuto.

Chi scrive deve liberare  la propria personalità per dare voce e forza espressiva al proprio “STILE”

 

                   M: D:


APPUNTI SULLO SCRIVERE


Come i due punti opposti nella sfera celeste, il nadir e lo zenit, l’inizio e la fine di un testo narrativo sono collegati tra loro da una linea ideale che, in questo caso, è la TRAMA. Quando questa linea si curva su sé stessa e i due punti si toccano, ne può scaturire una scintilla che illumina l’intera storia.

Non è sufficiente avere un’ispirazione: per non sprecarla è necessario.....catturarla, trasferirla sulla pagina e svilupparla con gradualità e coerenza rispetto al contesto narrativo di insieme.

Bisogna anche  saper elaborare abilmente le vicende che l’ispirazione porta a inventare, per suscitare e avvincere l’attenzione del lettore.

Per scrivere, prima di tutto bisogna  saper leggere.

Poi, imporsi di scrivere ogni giorno qualcosa, anche solo dieci minuti ma farlo sempre anche se  quello che scriviamo, dopo una attenta lettura finisce nel cestino.

            Maria Dulbecco

Le parole sono di tutti e noi possiamo raccoglierle e giocare con loro disponendole in maniera diversa a secondo del nostro umore e dell'atmosfera che ci circonda in quel determinato momento. Possiamo comunicare agli altri i nostri pensieri le nostre emozioni facendone partecipi i nostri interlocutori.
  A volte viene a trovarci la poesia e fortunati se in quel momento possiamo fermarci ad ascoltare riuscendo a tradurla sulla carta. Una poesia costruita a tavolino non trasmette la stessa emozione di una scaturita spontaneamente dal nostro cuore. A me è capitato poche volte e non sono mai riuscita a cercarla volutamente.

 

                                    Maria Mastrocola Dulbecco


 

 


mercoledì 2 settembre 2015

INVITO DI ALICE

Alice è una amica del mio blog  "Laboratorio di scrittura"  dove mi raggiungono molti vecchi amici.
Per accontentarla comincio con  il postare ciò che appare come locandina sul libretto verde di quest'anno: Libretto che viene inviato ad ogni iscritto e a Rivoli sono cieca mille...

                                      LABORATORIO DI SCRITTURA


Scrivere è liberare i nostri pensieri.

Trasmetterli su un foglio bianco pronto ad accoglierli e gratificarci di vederli stampati per poterli ricordare quando lo desideriamo.

E’ vivere sulla carta la vita che avremmo voluto e non abbiamo avuto la possibilità di poterla vivere.

La vita non ci dà una prova d’appello e così la nostra fantasia può spaziare ed immaginare le situazioni più incredibili……sognare come ci capitava da ragazzine quando pensavamo al nostro futuro.

Quando la fantasia ci trasformava in principi e principesse e le emozioni ci assalivano diventando padroni del nostro cuore.

Coraggio, liberate la vostra fantasia e scrivete tutto ciò che vi ispira senza pensare di essere giudicati perché non è lo scopo del corso.

                                           Maria Mastrocola Dulbecco                

 

mercoledì 12 agosto 2015

da UN VECCHIO BLOG

12/08/2015
Da un vecchio blog del £ novembre 2010
[mod]  [del]
mentre cercavo dai vecchi blog ho trovato questo testo che mi ha ricordato l'inizio di lezioni passate, questa è l'atmosfera che si respira da me:


mercoledì, 03 novembre 2010


La trovo adatta a questo freddo autunno........ Un abbraccio Maria fatemi sentire la vostra vicinanza!!!!!!!!!!!!!

Miei cari amici, vorrei potervi trasmettere il mio entusiasmo dopo la prima lezione di venerdì: Dopo aver abbracciato i vecchi iscritti e aver salutato singolarmente i nuovi arrivati, sono riuscita a riavere la stessa atmosfera semplice e coinvolgente di tutte le mie lezioni. Dopo i preamboli necessari ed aver illustrato, ai nuovi, le attività svolte negli anni precedenti ed aver spiegato come abbiamo creato un legame tra l'unitre di Rivoli e Splinder con il mio blog tutto ha assunto un clima familiare come se anche i nuovi avessero sempre partecipato. Un grazie a Rossovenexiano che mi ha dato la possibilità di far vedere un libro stampato con tutti i loro lavori. Giornalino e libro prodotti dal nostro corso, non è cosa da poco! Una delle nuove ha subito scritto su un tacquino, le prime impressioni favorevoli che ha avuto e gli altri lo hanno espresso con parole.
Abbiamo già avuto scritti notevoli e man mano che mi arrivano le ameil ve li presento. Di seguito i primi due arrivati di

Come faccio ora, anche allora presentavo i loro lavori a Splinder e tutti potevano commentare.
Io riportavo i commenti agli interessati che felici si affacciavano anche loro al web.
Ora auguro buona estate a tutti gli amici rimasti e li ringrazio dei loro passaggi (i vostri passaggi)
Vi abbraccio
Maria
postato da: maria34 alle ore 09:38 | Permalink | un commento
categoria:varie

lunedì 27 luglio 2015

PERCHE' SCRIVO




   Ancora due considerazioni sul perché scriviamo:


PERCHE' SCRIVO

E' come prendersi una rivincita sulla quotidianità.
Siamo quasi sempre costretti, condizionati, limitati, questa vita con le sue regole ci tarpa le ali.
Spesso non possiamo amare come vogliamo, chi vogliamo, non possiamo dire ciò che vogliamo a chi vogliamo, non possiamo volare, avere, dare, vedere....
Quante cose non possiamo.
Scrivendo invece, tutto possiamo.
La bacchetta magica è nelle mani della nostra fantasia, la razionalità è solo ospite.
E così ci muoviamo nell'infinito, possediamo l'impossibile, e con un minimo di coraggio, peccando un po' di presunzione, possiamo anche sostituirci a Dio.


Franco Stefano Sardi

Scrivere: perché?
Scrivere per sognare, scrivere
i sogni, anche i sogni aiutano a scrivere, danno forma e colore alle nostre emozioni. Ma qual è la spinta, l’urgenza di mettere insieme
parole, frasi, pagine, o versi, rime, ritmi anche un po’ zoppicanti?
Il nostro gruppo ha risposto con grande sincerità a questo interrogativo, ha accolto, direi quasi con sollievo, questo stimolo a guardarsi dentro a porsi domande non banali: scrivo per controllare la tristezza, per sondare nel profondo il mio io insondabile, ma già il tentativo mi consola, scrivo per” stendere al sole le mie radici ”.

Scrivo per rielaborare e sistemare il mio vissuto entro la cornice di un quadro che stenta a trovare i contorni. La burrasca è passata, ma le onde incalzano e il naufrago non riesce ancora a riposare sulla battigia. Si affida alla pagina per guarire nell’anima.
Scrivo per
conoscermi , per dare forma ai miei pensieri, per scoprire se so scrivere, per il piacere di dire a me stessa “Lo so fare, ho trovato le parole per dirlo”. Racconto la mia storia per dare un senso alla vita, per curare il dolore, ma anche per fermare momenti di intensa felicità.
Scrivo per lasciare traccia di me ai miei cari, ma soprattutto per usare la mente in un esercizio così stimolante, fatto di ascolto di me e degli altri. Scrivere vuol dire prima di tutto saper ascoltare, fermarsi a guardare, raccogliere pezzi di vita dentro e fuori di noi per costruire un mosaico di tessere multicolori.
Scrivo per comunicare
emozioni forti, ne sento la necessità; temo di dimenticare pensieri,
volti, sensazioni. Scrivo perché da piccola me lo hanno impedito, lo
scrivere mi fa compagnia.
Scrivere di sé è come denudarsi, è liberare energia emotiva e scoprire che non si è soli. Il pudore e la iniziale riservatezza possono aprirsi e creare nuove ispirazioni e relazioni.

Pigiando i tasti del computer o usando il lapis sulla pagina bianca o fermando su di un foglietto volante una subitanea ispirazione scriviamo, e lo facciamo per tutti questi motivi e perché amiamo scrivere e raccontare… Grazie a Maria Dulbecco, guida attenta e discreta del gruppo, tutto questo è stato ed è possibile.

Maria Tomatis



sabato 18 luglio 2015

Miei pensieri e Un Poeta


 

        Miei pensieri:
Le parole sono di tutti e noi possiamo raccoglierle e giocare con loro disponendole in maniera diversa a secondo del nostro umore e dell'atmosfera che ci circonda in quel determinato momento. Possiamo comunicare agli altri i nostri pensieri le nostre emozioni facendone partecipi i nostri interlocutori.
  A volte viene a trovarci la poesia e fortunati se in quel momento possiamo fermarci ad ascoltare riuscendo a tradurla sulla carta. Una poesia costruita a tavolino non trasmette la stessa emozione di una scaturita spontaneamente dal nostro cuore. A me è capitato poche volte e non sono mai riuscita a cercarla volutamente.
Ve ne ripropongo  qualcuna anche se le ripeto:

IL POETA

Il poeta si ama
il poeta si ascolta.
Assorbono i suoi pensieri
le rime e le assonanze
scaturite da sensazioni
irripetibili
ed in loro il suo spirito
si appaga.
Si avvolge in esse
li recita a se stesso
ne gode in prima persona
come un innamorato
della persona amata.
Agli altri porge
pago di un’attenzione
che non chiede
ma avverte se
esiste.
              
Maria Mastrocola Dulbecco

 

 

venerdì 10 luglio 2015

Om foglietto strappato: LA ZIA




Strappiamo un altro foglietto?
Quando ero piccola e abitavo in un piccolo paese Abruzzese, quasi sempre arrivava la zia Maria da Torino. A lei piaceva lavorare a maglia ma divorava i libri attaccandomi la voglia di leggere. Lei leggeva mentre sferruzzava, il libro appoggiato sulle ginocchia e le mani che intrecciava fili per fare cose meravigliose per noi nipoti e per suo figlio Paolo il mio cugino preferito con il quale giocavo e combinavo marachelle.
Con il passare degli anni e noi diventavamo più grandi lei, fantasticava con noi.
Quanti vestiti di “cadì” abbiamo sognato insieme mentre sferruzzava niki e golfini
. Descriveva i modelli che le sarebbero piaciuti e noi con lei.
Quando arrivava portava sempre un bel guardaroba e prima di tutti i suoi bellissimi cappellini che insieme ad una vestaglia costituivano la mia ammirazione.
Quella vestaglia lunga che io e Paolo indossavamo e giocando alle signore ci specchiavamo in quel grande specchio dell’armadio di mia mamma.
Un anno portò una stoffa molto bella e mamma, con quella stoffa, le confezionò un vestito bellissimo. Era di una seta stupenda e io raccattai tutti i pezzi avanzati per farne un vestitino alla mia bambola. Lei con Paolo doveva andare al mare a Viareggio…che favola per noi che pensavamo a Viareggio come al posto più bello per una villeggiatura.
Anche questo ha fatto parte dei sogni di bimba.
 
                                                      Maria Mastrocola Dulbecco

 

domenica 5 luglio 2015

Gaetano Bardella e mia poesia "Preghiera"



Gaetano Barbella, un grande amico del Web mi ha scritto:

 Ho letto la tua poesia “Preghiera”.

Hai resa tua preghiera di una eccezionale efficacia per lo scopo cui la preponi. É una preghiera speciale capace di vincere qualsiasi ostacolo terreno e sai perché? Non ha attriti, scorre come sull'olio. Non ha ali ma è come se le avesse potendo farsi gioco della forza di gravità. Ogni tua parola scivola via ed è veramente “inafferrabile” come tu dici. L'inerzia nel tuo pregare è un pianeta della creazione per te, degno sgabello del trono di Dio.             

  PREGHIERA

La mia preghiera
è fatta
di parole mute
di candele accese
di sguardi imploranti.

Le mie mani vuote
le mie labbra chiuse
la mia nullità
è tutta racchiusa
nel desiderio
di una serenità
che non mi appartiene
ma che desidero
con tutto il mio esistere.

Aspetto inerte
passiva e consapevole
che è qualcosa
di inafferrabile
così come lo è
la certezza.

 

 

                    Maria Mastrocola Dulbecco