sabato 8 aprile 2017

LABORATORIO DI SCRITTURA amici2016-17

IL RUMORE DEL SILENZIO
 
Sono a letto. Ormai è notte alta e da qualche minuto ho spento la luce dell'abatjour dopo aver letto, come mia abitudine, alcune pagine di un libro da troppo tempo cominciato. Cerco di rintracciare nella mia mente uno scampolo di pensiero, una chiave che apre il forziere della mia memoria lasciando uscire qualche ricordo del mio passato di bambina, e che mi accompagna verso il sonno. Mi piace ricordare, abbandonandomi nel silenzio tranquillo della notte. Il transitare dalla veglia al sonno e poi al sogno è scandito dal rumore dei miei pensieri. Ad un tratto un cigolio dal pavimento: prima mi incuriosisce e sorprende, poi mi allarma. Perché il cigolio dal pavimento si è spostato alla finestra, e da lì all’armadio, fino ai piedi del mio letto, trasformandosi in sussulto. Nel buio della stanza, il letto sembra accogliere oltre al mio corpo, anche quello di una seconda persona. Sento il mio cuore rimbalzare, come se il suo battito rimbombasse dal mio petto alla mia testa, e da qui riecheggiasse tra le mura della stanza. Accendo la luce, spaventata e sorpresa da tanto rumore; come se gocce di paura mista a curiosità si trasformassero in note di un suono melodioso che via via diventa più stridulo e continuo. Una sirena squarcia il placido silenzio della notte. Ritrovo a poco a poco la calma: il cuore riprende la sua regolare marcia, la sirena (un'ambulanza forse) è ormai solo più una lontana e flebile eco. Un rumore della notte, o il rumore dei pensieri che rompono il silenzio?
 
Maria Alessandria
 

mercoledì 5 aprile 2017

        Miei pensieri:
Le parole sono di tutti e noi possiamo raccoglierle e giocare con loro disponendole in maniera diversa a secondo del nostro umore e dell'atmosfera che ci circonda in quel determinato momento. Possiamo comunicare agli altri i nostri pensieri le nostre emozioni facendone partecipi i nostri interlocutori.
  A volte viene a trovarci la poesia e fortunati se in quel momento possiamo fermarci ad ascoltare riuscendo a tradurla sulla carta. Una poesia costruita a tavolino non trasmette la stessa emozione di una scaturita spontaneamente dal nostro cuore. A me è capitato poche volte e non sono mai riuscita a cercarla volutamente.
Ve ne ripropongo  qualcuna anche se le ripeto:
 
Maria Mastrocola Dulbecco




martedì 4 aprile 2017

Non pensare di essere arrivati troppo tarsi per sedersi a scrivere una storia.
Non si arriva mai troppo tardi, guai se tutti gli scrittori avessero pensato questo. Si sarebbe fermata  la letteratura e atrofizzati tutti i cervelli.
Ognuno ha il suo modo di raccontare, vi sono persone nate per questo, sono “narratori nati”
Le vostre  paginette mi dimostrano che, se volete, potete  raccontare e rivestire una storia con le vostre  parole. Si scrive prima per se stessi e poi per gli altri.
 Cercate di essere  sintetici e poi con la vostra  proprietà di linguaggio, potrete inventare qualsiasi storia, basta osservare il mondo che vi circonda.
 Imporsi di scrivere ogni giorno qualcosa, anche solo dieci minuti ma farlo sempre, anche se quello che scriviamo, dopo una attenta lettura, finisce nel cestino.

Scrivere è anche narrare il già narrato, ma una storia non è fatta solo di una struttura o di un “tema narrativo”, una storia è fatta anche e soprattutto di personaggi, del loro passato, della loro trasformazione, dei loro dialoghi, dei flussi di coscienza, dei problemi e degli ostacoli e di tutti quegli elementi della narrazione che arricchiscono la storia.
 
 
Scrivere è anche narrare il già narrato, ma una storia non è fatta solo di una struttura o di un “tema narrativo”, una storia è fatta anche e soprattutto di personaggi, del loro passato, della loro trasformazione, dei loro dialoghi, dei flussi di coscienza, dei problemi e degli ostacoli e di tutti quegli elementi della narrazione che arricchiscono la storia.
 
 

lunedì 3 aprile 2017

Ogni tanto scopro  di avere attivo un blog che credevo spento, chiuso.
Questo mi piace perché riesco ancora a mettere foto.
RICORDI
 
C’era una volta una ragazza giovane e sposata da poco tempo. Un giorno chiede alla suocera, come si fa un buon minestrone? La suocera risponde più verdure metti di tante qualità più viene buono.
La ragazza non è ancora brava in cucina e non sa nemmeno regolarsi nelle dosi.
La sposina va a comperare tanta verdura e di tanti tipi, ne ha comperate ben due borse piene.
Arrivata a casa pulisce tutta la verdura comprata e la mette a cuocere. Finalmente arriva la sera e con essa fa ritorno il marito che vedendo i fornelli pieni di pentole dice, ma quanti manicaretti mi hai preparato? No caro, è solo minestrone, un grande silenzio e poi il marito chiede………per caso hai una tromba?
Incredula la ragazza dice ma a cosa ti serve? Vado sul balcone e suono l’adunata e dico venite tutti la zuppa è pronta e ce n’è per un reggimento!
Quella sposina ero IO…
 
Marina Laurenti
 
 
 

martedì 12 gennaio 2016

SULLA PAURA

12/01/2016

Continuo a postare i compiti sulla PAURA

[mod]  [del]


Paura

Le paure sono tante nella vita, ma basta un po' di coraggio, soprattutto se si è soli a combattere, per superarle.
C'è sempre un'altra realtà oltre alla paura soprattutto quotidiana che non riguarda il coraggio una spiegazione e ragionamento.
Le uniche paure vere sono quelle dei sentimenti, sono legate a noi da situazioni infantili e vengono traghettate anche nell'età matura.
Ci assillano e ci fanno temere anche per il futuro proprio perché sono in noi da troppo tempo.
L'unica mia paura è di quest'ultima specie, l'abbandono fisico e dei sentimenti.
Trauma un po' infantile per quanto riguarda il lato fisico.
Poi trasformato in quello dei sentimenti della vita, rincorrendo sempre gli affetti negati o l'indifferenza.
L'abbandono e la solitudine dei sentimenti è la mia più grande paura per l'oggi e il futuro.

Marina Oddone